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Il Patto Territoriale per l'Occupazione - LA STORIA

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La nascita dell’idea - fase di incubazione

 

IL CONTESTO

Il territorio del Patto rappresenta uno dei distretti produttivi più dinamici del Mezzogiorno nonché una delle aree più dinamiche in Puglia in termini di crescita demografica. Tuttavia le politiche di sviluppo dei servizi e delle infrastrutture avviate in sede regionale hanno penalizzato il territorio del Patto, per cui le dinamiche spontanee di crescita dell’economia locale hanno fatto aumentare il gup esistente fra attività produttive e servizi. La crescente concorrenza dei paesi del sud-est asiatico per i settori di specializzazione dell’area (tessile-abbigliamento-calzaturiero) hanno inoltre fatto emergere già nel corso degli anni ’80 la fragilità del sistema produttivo stesso.

L’idea forza del nucleo promotore del Patto è stata quella di qualificare le filiere produttive dei settori di specializzazione e di promuovere un maggior livello di dotazione di servizi e l’integrazione delle infrastrutture.

IL SOGGETTO PROMOTORE

Nella fase della incubazione del Patto  i soggetti promotori sono stati rappresentati dai Comuni di Andria, Barletta, Corato, Trani , dai sindacati confederali CGIL, CISL, UIL da un numero limitato di soggetti rappresentanti il settore privato. Tali soggetti hanno sottoscritto nel febbraio 1995 il primo documento di concertazione locale ed hanno costituito una segreteria tecnico-organizzativa, avente la funzione di coordinare le attività di messa a punto del Patto.

Tale nucleo promotore si è posto subito l’obiettivo di estendere il territorio del Patto a tutta l’area nord barese-ofantina, omogenea nella sua struttura socio-economica, già interessata nei decenni precedenti dall’esperienza del comprensorio nord barese ed impegnata nella costituzione della nuova provincia pugliese dell’area nord barese-ofantina ed estendere il partenariato a tutte le componenti attive ed espressione di interessi diffusi del territorio.

La maggiore difficoltà incontrata in questa fase è stata la diffidenza incontrata nei soggetti da coinvolgere rispetto al nuovo metodo di lavoro, che è stata superata grazie al notevole lavoro di animazione sviluppato dal nucleo promotore in cui si è fatto comprendere l’importanza di attivare un nuovo processo di sviluppo del territorio in cui i soggetti locali potevano diventare veri protagonisti del proprio futuro.

 

 

Dall’idea al progetto- fase di costruzione

Dopo la fase di avvio della concertazione sotto la direzione del CNEL si è sviluppata per tutto il 1995 ed il 1996 una fase di messa a punto del primo documento di concertazione locale. Tale documento è stato sottoscritto a Roma presso il CNEL nel marzo 1997 ed è stato il frutto di un intenso lavoro di concertazione fra le varie componenti del partenariato, un lavoro di studio del territorio e di acqusizione di manifestazioni di interesse ad investire da parte di singoli privati.

Nell’aprile 1997 il Patto nord barese-ofantino, come già suddetto, è stato selezionato dal Ministero del Tesoro a partecipare all’azione pilota comunitaria dei patti territoriali per l’occupazione. Dopo l’approvazione della Commissione Europea dell’atto di candidatura sono state sviluppate nuove attività di studio e di concertazione per la definizione del piano di azione locale secondo la metodologia comunitaria che prevedeva:

-          la strutturazione di un partenariato ampio ed efficace;

-          la individuazione di una strategia integrata di sviluppo del territorio;

-          la progettazione di azioni innovative per lo sviluppo del territorio;

-          la partecipazione ad incontri organizzati dalla Commissione sulle buone prassi dello sviluppo locale in Europa.

Tale fase di progettazione è stata direttamente seguita da un Ufficio di assistenza tecnica messo a disposizione da parte della Commissione Europea che ha indirizzato le attività del partenariato, del coordinatore tecnico del partenariato e degli esperti.

Tale lavoro si è concluso con l’approvazione del Piano di Azione 1998-99 del Patto il 19 dicembre 1997 da parte di oltre 80 soggetti del partenariato.

Il Piano è stato trasmesso al Ministero del Tesoro e per esso alla Commissione Europea per avviare la fase del negoziato per reperire sui fondi strutturali le risorse necessarie a finanziare le azioni progettate.

Il Piano prevedeva anche la costituzione di un soggetto intermediario dei fondi comunitari, avente le caratteristiche per diventare una vera agenzia di sviluppo locale. Nel luglio 1998, dopo la decisione del Comitato di Sorveglianza di approvare il Programma Operativo Multiregionale “Sviluppo locale-Patti territoriali per l’occupazione”, come già suddetto, il partenariato ha provveduto a costituire l’”Agenzia per l’occupazione e lo sviluppo dell’area nord barese-ofantina”.

La missione di tale agenzia, in qualità di braccio operativo del patto, è descritta nel suo statuto e può essere così sintetizzata:

-          rappresentare in modo unitario gli interessi dei soggetti aderenti al patto territoriale;

-          elaborare piani di sviluppo in tutti i settori dell’economia;

-          studiare e proporre le opportunità di investimenti imprenditoriali;

-          collaborare anche con imprenditori stranieri per favorirne l’orientamento e l’inserimento nell’area nord barese-ofantina facilitando forme di partenariato internazionale;

-          promuovere iniziative produttive volte a creare nuova occupazione e ad agevolare il reinserimento dei lavoratori a rischio di disoccupazione ;

-          orientare le imprese nella individuazione ed utilizzazione di finanziamenti e contributi locali, regionali, nazionali e comunitari;

-          stipulare in qualità di organismo intermediario apposite convenzioni a livello nazionale e comunitario per la gestione di sovvenzioni globali destinate a cofinanziare iniziative produttive;

-          svolgere attività di istruttoria, valutazione e selezione di progetti presentati dai soggetti interessati, di gestione e controllo dell’impiego delle risorse assegnate e di ogni altro adempimento previsto dalle sovvenzioni suddette;

-          assegnare alle imprese i finanziamenti e i contributi a fondo perduto derivanti anche da normative di incentivazione e sostegno nazionale e comunitario;

-          mettere a disposizione delle imprese  conoscenze tecnologiche, beni mobili ed immobili, fornire servizi logistici;

-          promuovere il coordinamento delle misure relative all’attuazione della politica di interventi nelle aree depresse, definendo qualsiasi operazione tra soggetti privati, enti pubblici e privati, riguardanti la programmazione negoziata, gli accordi di programma ecc..;

-          promuovere convegni, dibattiti, incontri pubblici e privati finalizzati alla conoscenza e diffusione del patto territoriale e all’animazione dello sviluppo del territorio nord barese-ofantino;

-          agevolare i processi decisionali delle pubbliche amministrazioni, informando, ove necessario, la collettività sui progressi istruttori delle pratiche presso i diversi uffici.

Questa fase di costruzione del del patto e della relativa agenzia di gestione non ha comportato particolari problemi, atteso il corretto processo di concertazione messo in piedi. Solo in fase di costituzione degli organi societari dell’Agenzia ci sono stati momenti di fibrillazione per la composizione nel CdA della rappresentanza dei vari soggetti del partenariato. Tali difficoltà sono stati superati anche in relazione alla prevista costituzione dell’associazione del PTO e della composizione del relativo direttivo e comitati di concertazione.

 

Dal progetto all’azione - fase di gestione

     L’organizzazione  del Patto come detto è attualmente strutturata su due livelli:

-          il primo è quello dell’organizzazione del partenariato nell’Associazione Patto Territoriale per l’occupazione nord barese-ofantino, il cui organo motore è rappresentato da sei comitati di concertazione, recentemente strutturati rispetto ai sei assi di sviluppo del Programma di Sviluppo del Mezzogiorno – risorse naturali, risorse culturali, risorse umane, sistemi locali di sviluppo, città, reti e nodi di servizio. Gli aspetti organizzativi sono gestiti dal Comitato direttivo;

-          il secondo è quello della struttura tecnica di supporto al patto, costtituita dall’Agenzia per l’occupazione e lo sviluppo dell’area nord barese-ofantina, una società consortile mista i cui compiti sono stati precedentemente descritti.

La concertazione viene alimentata dai suddetti comitati di concertazione con il supporto tecnico dell’Agenzia.

Il coinvolgimento della comunità locale avviene attraverso le varie iniziative pubbliche di diffusione dei risultati, attraverso la stampa locale. Il patto è dotato di una news letter bimensile e di un sito web. Recentemente l’Agenzia ha approvato il Piano della Comunicazione ai sensi della normativa comunitaria sui fondi strutturali.

L’attività permanente di concertazione ha consentito al patto di implementare le azioni previste dal piano di azione 1998-99 e di mettere a punto altri programmi operativi e cioè:

-         il PRUSST (programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio) candidato ad un bando nazionale del Ministero dei Lavori Pubblici. Il programma è stato selezionato positivamente dal Ministero ed in data 23 ottobre 2000 è stato sottoscritto un protocollo di intesa che prevede l’attribuzione ai Comuni del Patto di risorse finanziarie per progettare le opere pubbliche previste dal programma. All’Agenzia è stato affidato il compito di svolgere attività di assistenza tecnica a favore dei privati e dei soggetti pubblici coinvolti nel programma per l’accompagnamento amministrativi e finanziario alla realizzazione degli interventi programmati;

-          il PATTO SPECIALIZZATO agricoltura e pesca, candidato al bando del Ministero del Tesoro. Il Patto è stato positivamente selezionato dal Ministero e nelle prossime settimane sarà sottoscritto il decreto di concessione dei relativi contributi, ammontanti ad oltre 33 miliardi di lire. All’Agenzia saranno affidati i compiti di assistenza tecnica per l’attuazione del Patto specializzato, secondo le indicazioni contenute nel decreto ministeriale;

-          il REDDITO MINIMO DI INSERIMENTO, previsto dalla Finanziaria 2001. Si tratta di una azione già sperimentata dal Comune di Andria, che ora viene estesa a tutti gli altri comuni del Patto, volta a favorire l’inserimento sociale e nel mercato del lavoro di soggetti a rischio di esclusione. L’Agenzia svolgerà i compiti di assistenza tecnica per conto dei comuni relativamente alla selezione dei soggetti da ammettere ai contributi e alla predisposizione e controllo dei relativi contratti sociali;

-          l’avvio dei processi di AGENDA 21 Locale, attraverso un protocollo di intesa con l’Agenzia Nazionale per la Protezione Ambientale e l’Agenzia Provinciale per la Protezione Ambientale di Trento. A seguito di tali attività i comuni del Patto hanno partecipato al recente bando del Ministero dell’Ambiente per la elaborazione delle Agende 21 locali, con un progetto che prevede il 1° Rapporto sullo stato dell’Ambiente del territorio del Patto. All’Agenzia saranno affidati compiti di supporto alla struttura tecnica che sarà diretta dall’APPA di Trento;

-          il PROGETTO FORMATIVO MARKETING TERRITORIALE, unitamente agli altri patti territoriali per l’occupazione italiani. Il progetto è stato ammesso ai finanziamenti del Programma Comunitario Leonardo da Vinci e vede l’Agenzia del PTO Nord barese-ofantino quale partner principale.

In questa fase di attuazione le attività di monitoraggio sono ancorati ai diversi programmi operativi attivati. In particolare le azioni in fase di attuazione a carico del POM Sviluppo Locale –Patti Territoriali per l’occupazione sono svolte in raccordo con il nucleo di monitoraggio istituito presso il Ministero del Tesoro, quelle relative al PRUSST in raccordo con il nucleo istituito presso il Ministero dei Lavori Pubblici. La raccolta dei dati di monitoraggio sul territorio viene effettuata dall’Agenzia da apposito nucleo di monitoraggio. I dati raccolti vengono inseriti in apposita banca dati, che consente in tempo reale di valutare lo stato di avanzamento dei singoli progetti e dei gruppi di azione in attuazione.

La fase attuativa ha incontrato i suoi maggiori ostacoli nella applicazione dei protocolli di impegni allegati al Piano di Azione 1998-99 (protocolli amministrativi, finanziari, sulla sicurezza e l’ordine pubblico, sul lavoro). Molti degli impegni assunti dai vari soggetti sono infatti rimasti inattuali.

La concertazione in corso, con cui si sta mettendo a punto il Piano di Azione 2000-2006, sta definendo un nuova struttura di “governance” del territorio in grado di rendere obbligatoriamente vincolanti gli impegni dei soggetti promotori.

 

 

 

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